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27 Aprile 2015

CORRIERE DEL VENETO | Nasce il birrificio didattico: L’80% trova lavoro in sei mesi

Finora la scuola di birra era ospitata nelle aziende. Da oggi ha una sua sede riconosciuta in tutta Europa

NOVENTA PADOVANA Si fa presto a dire acqua, malto e luppolo. La realtà è che c’è anche chi utilizza il miele, le castagne o il radicchio per fare quella che sembra essere una delle bevande più antiche (e amate) del mondo. E quelli che la fanno sono artigiani nel senso più autentico del termine. Che oggi, aspetto per nulla trascurabile, trovano lavoro nell’82% dei casi a soli sei mesi di distanza dalla conclusione del ciclo di studi sulla birra (un 30% di loro, quattro anni dopo la qualifica professionale aprirà anche una piccola attività imprenditoriale). In poche parole: sono passati i tempi della semplice bionda o doppio malto da accompagnare magari alla pizza e nulla più. La birra è oro. Come dimostra l’inaugurazione (avvenuta ieri a Noventa Padovana) del primo birrificio didattico d’Italia. Poco importa dunque che le aule siano insolite, tra alambicchi e contenitori da piccolo chimico. Il corso di studio Birraio Artigiano gestito dalla cooperativa sociale Accademia delle Professioni è destinato ad avere successo anche perché si tratta della prima qualifica professionale in ambito brassicolo riconosciuta in tutta Europa.

D’altra parte in pochi lo sanno, ma il Veneto è un eccellenza anche in questo. «Ci ha appena contattato un australiano, titolare di una birreria grande come tutta Noventa Padovana, per cercare dei ragazzi – racconta Federico Pendin, amministratore delegato Accademia delle Professioni -. Anche se io gli detto che forse aveva più bisogno di chimici che di artigiani che si sporcano le mani con i prodotti, lui ha voluto insistere. Alla fine è venuto in visita con l’idea di assumere un ragazzo e si è portato in Australia cinque dei nostri migliori studenti». Il corso di birra artigianale infatti esiste già dal 2012 e finora ha diplomato già quasi trecento maestri birrai. Solo da oggi però esiste un vero e proprio birrificio didattico in completa autonomia che non deve più chiedere ospitalità alle aziende del territorio. L’idea in realtà è antica nella sua modernità, risale al 1953 quando a Pedavena era stato attivata la prima scuola per birrai maltatori in Italia. Poi, complici anche le mode, nel 1978 era stato tutto sospeso, certi che importasse sempre meno ai consumatori della birra di qualità o di quella artigianale. «Io mi sono pagato l’università lavorando nella ristorazione – ha spiegato il governatore del Veneto Luca Zaia, intervenuto all’inaugurazione – ed è un lavoro veramente eccezionale perché ti dà la possibile di incontrare ogni giorno persone nuove. Persone che magari possono veramente cambiarvi la vita».

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